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 ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE "ARCHIMEDE"
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Un’Accademia Pubblica della Moda ideata da sei studentesse dell’Istituto professionale tarantino

A gennaio la premiazione a Roma

Ancora una volta, l’IISS Archimede dà prova di essere una scuola attenta alle iniziative di responsabilità sociale e capace di valorizzare le energie positive delle nuove generazioni. L’Istituto tarantino ha conquistato, infatti, la finale del Progetto NEET Equity dell’UNICEF Italia grazie all’inventiva e al grande impegno di sei giovanissime frequentanti la classe III N dell’indirizzo “Moda”. Guidate dalla docente Daniela Borella, le ragazze hanno realizzato un video che sarà presentato a Roma in un incontro conclusivo nel gennaio 2021 e che propone, in appena 4 minuti e 57 secondi, l’idea di avviare un’Accademia Pubblica della Moda presso la ex scuola Ungaretti del quartiere Paolo VI. Le studentesse Martina Arcudi, Rossella Baglivo, Denise Basile, Cristiana De Marco, Michela Di Fiore e Vanessa Lentini sfideranno a gennaio i lavori proposti anche dalle città di Carbonia e Napoli coinvolte nell’iniziativa per circa un anno di attività volte a migliorare la capacità del territorio nel costruire politiche attive, partecipate e in grado di includere tutti.

In finale ex aequo l’elaborato di Sabrina Muzzioli e Kalpi Gajanayaka che hanno proposto insieme un progetto di recupero del Teatro Verdi di Taranto che dovrebbe essere poi gestito da una locale compagnia di attori.

L’iniziativa dell’Unicef, rivolta a 300 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 22 anni, è ciò che tecnicamente si definisce una “call to action”, un invito all’azione dal titolo “Idee per la ripartenza” e selezionata dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nell’ambito dell’Avviso “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile”.

Il 14 dicembre scorso si è svolto sulla piattaforma YouTube un forum territoriale online per fare il punto sul lavoro svolto sinora a Taranto e sul coinvolgimento dei più giovani, con particolare attenzione alla progettazione dei Laboratori Urbani Partecipati – LUP 4.0. All’incontro, moderato da Tiziana Magrì, Coordinatore NEET Equity Taranto, hanno partecipato le ragazze e i ragazzi aderenti all’iniziativa Neet Equity; Gianna Elisa Berlingerio Dirigente Sezione Politiche Giovanili Regione Puglia; Gabriella Ficocelli Assessore Servizi Sociali e Politiche Giovanili Comune di Taranto; Eva degl’Innocenti Direttore Museo Archeologico Nazionale MarTa; Marina Cosenza Giudice Minorile – Tribunale per i Minorenni di Taranto; Michelangelo Giusti Presidente CONI Taranto; Virginia Meo project manager NEET Equity; le referenti scolastiche del Progetto Daniela Borella (Archimede) e Marija Barjaktarovic (CPIA); Anna Rano, Presidente Comitato Provinciale Unicef, Patrizia Capobianco, Dirigente Scolastico IISS Archimede e Oronza Perniola, Dirigente Scolastico CPIA. Presenti anche due componenti della commissione di valutazione Francesco Riondino, presidente CSV, e Daria Palimburgi, psicologa.

Tre i criteri guida utilizzati dalla giuria per la selezione degli elaborati: il contenuto ispirato alla riqualificazione del territorio, l’originalità dell’idea e la qualità del prodotto realizzato a scelta tra un video, un podcast, un servizio fotografico o un cartellone/spot pubblicitario.

Il Dirigente Scolastico Patrizia Capobianco ha manifestato tutta la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto dall’Archimede. “La nostra scuola è animata da uno spirito giovane ed è sempre dalla parte dei ragazzi quando occorre valorizzarne obiettivi e potenzialità - ha dichiarato Capobianco - soprattutto se si tratta di ragazzi fragili. I NEET vanno presi per mano e guidati verso il futuro, perché l’Italia torni ad essere un Paese per giovani”.

Il fenomeno dei NEET è da sempre oggetto di grande attenzione da parte dell’UNICEF. A importanti attività di ricerca e mappatura del fenomeno, l’UNICEF affianca da anni vere e proprie azioni di intervento con l’obiettivo di valorizzare e dare forza alle potenzialità, spesso inespresse, che tanti giovani in questa situazione hanno. Per questo motivo sono state lanciate la nuova campagna Youth Agenda e la partnership globale Generation Unlimited, che hanno l’ambizioso obiettivo di inserire i giovani di tutto il mondo in percorsi scolastici, formativi o lavorativi entro il 2030. Ma che cosa significa il termine NEET? Si tratta di ragazzi che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione. I NEET, “Not in Education, Employment or Training”, sono tutti quei giovani inattivi che rappresentano un triste record europeo per l'Italia.

Per concorrere ad abbattere questo triste primato, l’idea progettuale presentata dalle sei allieve dell’Archimede, dal titolo Accademia Pubblica della Moda, si propone di realizzare un’istituzione con connotazioni lavorative e formative in cui convogliare le tante competenze specifiche presenti sul territorio. Una struttura immaginata in un luogo ben preciso della nostra città: il quartiere Paolo VI, periferia in molti punti degradata e abitata da molti ragazzi disoccupati e scarsamente scolarizzati. Lì è presente l’ex scuola media Ungaretti, di proprietà del Comune, oggi in stato di totale abbandono, luogo di continue scorribande ed intrusioni, oggetto di furti e danneggiamenti. Proprio da questa struttura le alunne dell’Archimede hanno immaginato la ripartenza e la trasformazione dell’edificio in un contenitore multitasking dedicato al made in Italy e al recupero di antichi mestieri, collegati al mondo della moda e della sartoria. L’idea è nata dall’analisi dei bisogni di un territorio carente di opportunità, nel quale il tasso di inattività giovanile, specialmente tra le donne, raggiunge soglie spesso drammatiche ma fa registrare, comunque, una forte vocazione sartoriale e artigianale. Dato, quest’ultimo, avvalorato dal fatto che, sempre più frequentemente, dopo la scuola media, i ragazzi scelgono di frequentare un istituto professionale e tecnico come l’Archimede di Taranto che, oltre all’indirizzo di “Produzioni tessili sartoriali”, propone quelli di “Manutenzione ed assistenza tecnica”, “Industria”, “Conduzione del mezzo (Nautico)”, Elettronica ed Informatica. Si tratta, infatti, di corsi di studio che permettono non solo di prepararsi all’ingresso nel mondo del lavoro, ma di proseguire, eventualmente, con qualsiasi percorso di studi universitari.

Partendo dall’assenza di una struttura multifunzionale che operi sia come ente di formazione, sia come vera e propria azienda dedicata alla produzione, l’Accademia Pubblica della Moda è stata immaginata come un punto di riferimento del nostro territorio. Il reperimento delle risorse per il finanziamento e la qualificazione scolastico-professionale di questa impresa passerebbe per Enti locali e nazionali, le associazioni presenti sul territorio ed enti economici impegnati nelle politiche di promozione/investimento di sviluppo endogeno. L’Accademia nel suo proporsi pubblica, nel senso di sociale, popolare, con percorsi di formazione personalizzati in base alle competenze in ingresso, vuole essere centro di specializzazione professionale, incentrato sui settori fondanti del fare moda: sartoria prêt-à-porter e teatrale, modellismo, tecnologia tessile, portamento, sfilate, fashion designer, marketing, progettazione Cad-Cam, con uno sportello di raccordo con il mondo del lavoro. Riqualificare una zona periferica della città e proporsi come volano e collegamento di tutta la filiera del tessile sull’intero territorio, sono gli obiettivi principali di questo progetto. Fondamentale sarà, pertanto, recuperare, creare, potenziare competenze, ridurre le disuguaglianze sociali che la recente pandemia ha acuito e dare visibilità ai talenti emergenti, senza la necessità di emigrare. Insomma, un’opportunità per i più giovani - e sono in tanti ad amare il made in Italy - per non perdersi strada facendo, di riscatto sociale e di riconversione dal punto di vista ambientale dell’economia locale.

Sicuramente lo slogan “Non siamo in fuori gioco" di NEET Equity, in nome del successo che l’iniziativa ha avuto sul nostro territorio, chiarisce uno dei suoi obiettivi principali: aumentare il grado di conoscenza e informazione sulla condizione dei giovani nei nostri territori, tramite una ricerca-azione che li coinvolga direttamente. Un’occasione importante, insomma, per ripensare il futuro dei ragazzi tarantini e trasformare la propria città in un luogo dal quale non fuggire.

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